Teoria del capitale e politica monetaria in Keynes

Posted Luglio 15, 2007 by marklimon
Categories: Economia, Lettura Critica, Teorie Economiche

 

Fonte: HomoLaicus

 

 

 Teoria del capitale e politica monetaria in Keynes

Introduzione: la vendetta di Keynes

Se fosse un vecchio film western, la storia del pensiero di Keynes sarebbe giunto, all’inizio del ventesimo secolo, all’entrata in scena della cavalleria. L’idea che la mano pubblica possa rovesciare o almeno completare l’operare della mano invisibile era in via di definitiva sepoltura, e con essa ogni riferimento seppur blando a Keynes e al keynesismo, quando l’esplodere della crisi finanziaria ed economica mondiale, la più grave dal ‘29, ha scombinato la situazione, mettendo in discussione i dogmi più resistenti formatisi negli ultimi decenni.

Persino gli economisti si sono resi conto che “the best policy is not policy at all” è uno slogan utile a vincere il premio Nobel, ma inutile, completamente inutile, per analizzare i problemi economici reali e soprattutto per prospettarne una via di uscita[1]. Così la sepoltura di Keynes è stata quantomeno rimandata, forse a tempo indeterminato.

Di per sé questa sconfessione planetaria del laissez faire non riabilita certo Keynes e le sue incongruenze teoriche, ma almeno costringe a riflettere con più attenzione sul suo pensiero. Questo breve lavoro cercherà per l’appunto di analizzare le basi teoriche da cui l’economista di Cambridge partì per formulare quelle prescrizioni di policy che lo resero universalmente noto.

Lo scopo fondamentale di tutta l’opera di Keynes era quello di convincere che le vecchie idee e le vecchie ricette non funzionavano più, anche a costo di incoerenze e aporie teoriche fino al celebre detto “a lungo termine siamo tutti morti”, con cui in un certo senso si liberava di ogni critica alle proprie proposte.

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Sistema/Italia. Rapporto 2005-2006 sulle economie e le società locali

Posted Luglio 7, 2007 by marklimon
Categories: Economia, Imprese, LIbri, Sistema Paese

 Fonte sito dell’editore.

 Autori e curatori: Unioncamere
Collana: Rapporti Unioncamere
Argomenti: Politica, società italiana
Dati bibliografici: pp. 224, 1a edizione 2007 (Cod.1813.9)

Tipologia: Edizione a stampa – Prezzo: € 20,00

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Sistema/Italia 2005-2006 ci consegna la percezione di un Paese frenato, nel quale i potenziali di innovazione sono elevati e le soluzioni possibili spesso evidenti, ma, nel contempo, a livello di sistema si prova una sensazione ansiosa di crescente ritardo.
La necessità di compiere il passo verso la modernizzazione matura sta alla base dei tre fenomeni strutturali che stanno modificando le logiche di governance dello sviluppo.
- Dal marketing territoriale alla pianificazione strategica dello sviluppo: nelle pubbliche amministrazioni si diffonde la cultura della pianificazione strategica come strumento per la gestione dei modelli di sviluppo.
- Da follower a protagonisti: nella politica economica ritornano al centro le politiche industriali, per valorizzare la competitività distintiva del Made in Italy.
- Nuovi soggetti, nuove relazioni, nuovo consenso: nel governo delle politiche si integrano progressivamente democrazia rappresentativa e democrazia partecipativa, per riportare la società al centro del processo decisionale e creare le condizioni per una sua diretta assunzione di responsabilità gestionali.
Resta aperto il nodo della capacità di decidere: non è infrequente osservare che il processo di partecipazione tende sotto il profilo delle scelte verso un tempo indeterminato.

È un rischio reale, che può sfociare in un morbida, progressiva atonicità della politica.

Un rischio che non possiamo correre, pena l’erosione del nostro valore distintivo e del nostro senso del futuro.

Indice:

  • Andrea Mondello, Premessa

Lo scenario di riferimento

  • (La sindrome del freno a mano tirato; Come passare dal frammento al sistema?; La pianificazione strategica è l’asse portante della sussidiarietà verticale; Dal marketing territoriale ingenuo alla pianificazione strategica dello sviluppo; La nuova politica industriale: da follower a protagonisti; Due proposte di percorso per il made in Italy; Partecipazione e delega: la forza distintiva dell’identità; Nuovi soggetti, nuove relazioni, nuovo consenso)


Le dinamiche dei sistemi economici

  • (Le tesi rilevanti; Obiettivi dell’indagine, metodologia e soggetti coinvolti; Una lettura complessiva della governance del sistema Paese; Una lettura per i diversi segmenti della catena della governance; Una lettura per modello di sviluppo)


Il governo delle filiere del made in Italy

  • (Le tesi rilevanti; Lo scenario dell’internazionalizzazione; L’evoluzione della filiera produttiva del made in Italy: un cambiamento di luogo e di struttura; L’internazionalizzazione commerciale; Linee guida per la definizione di policy e strategie di supporto alla crescita della dimensione internazionale delle filiere del made in Italy)

Il governo dell’innovazione

  • (Le tesi rilevanti; I sistemi nazionali dell’innovazione: le tendenze macro; L’analisi per modello di sviluppo scientifico-tecnologico prevalente)

L’evoluzione socio-culturale

  • (Le tesi rilevanti; Ipotesi di evoluzione socio-culturale dei dieci modelli di sviluppo nel breve-medio periodo; Conclusioni)

Sistemi di governance

  • (Le tesi rilevanti; Il tema della partecipazione nel dibattito europeo sulla costruzione di nuovi modelli di governance; Partecipazione e sussidiarietà nell’ordinamento italiano: il ruolo del terzo settore; Il “terzo decentramento” tra sussidiarietà orizzontale e verticale)

Bibliografia.

Il nonno di José Saramago abbraccia i suoi alberi prima di morire.

Posted Giugno 23, 2007 by marklimon
Categories: Cultura

 

 Quel vecchio uomo che abbracciava gli alberi.

“Sono nipote di un uomo che presagendo di morire prima di essere portato in ospedale scende nell’orto e andò a dire addio agli alberi che aveva piantato e curato”

Inizia così l’articolo di José Saramago sulla Repubblica di sabato 17 giugno 2006.

José Saramago si fa portavoce e si unisce alla campagna di Greenpeace ” libri amici dei boschi”, tesa a promuovere l’uso della carta FSC,un marchio che garantisce che il materiale impiegato è riciclato od ottenuto con un utilizzo sostenibile delle foreste e che la carta e stata prodotta con tecniche poco inquinanti.

Lo fà scrivendo di suo nonno un contadino pastore analfabeta, che prima di morire va ad abbracciare ad uno ad uno i suoi alberi.

Saramago si domanda perché gli alberi e non ad esempio i suoi animali?

Saramago non conosce il perché di quel gesto da parte di suo nonno, quindi da una sua interpretazione del gesto.

Il perché per Saramago è nella simbiosi che esiste in natura fra terra e albero, l’albero affonda le sue radici nella terra per nutrirsi.

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Approfondimenti sul Premio Nobel José Saramago:

Da Wikipedia

Sito su José Saramago